Basta euro e soldi ai paesi meridionali. Questo in soldoni il programma economico di Alternative fur Deutschland,  il movimento guidato dall’avvocato Alexander Gauland, 76 anni, ex esponente della Cdu, così come racconta MilanoFinanza.it.

Lo stesso politico che ha detto a metà settembre, durante un meeting del suo partito a Thüringen (ex Germania dell’Est, dove AfD ha stravinto), che se gli inglesi possono dirsi fieri del loro premier, Winston Churchill, «noi tedeschi abbiamo il diritto di essere fieri di quanto hanno fatto i soldati tedeschi durante le due guerre.» Facendo seguire un diluvio di critiche e qualche consenso.

Sul sito di AfD è spiegato che il fondamento sul quale è stato costruito l’euro è: «Nessuna responsabilità per i debiti di altri Paesi e nessun debito pubblico oltre il 60 per cento del rispettivo prodotto interno lordo.» Insomma, un cappio per l’Italia. Tuttavia “queste regole sono state distrutte”, scrive il partito nel primo dei cinque punti che costituiscono l’ossatura del programma economico per la Germania. Con la conseguenza che la «Germania deve annullare l’accordo di unione monetaria e lasciare l’area dell’euro» (Deshalb muss Deutschland die Transferunion aufkündigen und den Euroraum verlassen).

Fra i punti salienti del programma economico compare la «cessazione della politica di esproprio della Bce per risparmiatori e pensionati.» Con una politica monetaria di tassi di interesse a zero, la Banca centrale europea sta distruggendo i sistemi pensionistici finanziati attraverso le coperture aziendali, i regimi pensionistici sovvenzionati dal governo, le polizze vita e i risparmi privati dei cittadini. Quindi «tutte le misure adottate dalla Bce per manipolare il libero mercato dei capitali devono essere fermate.»

Un altro punto saliente del programma riguarda i contanti. Francoforte sta cercando di limitare il più possibile la circolazione delle banconote, soprattutto quelle di tagli più elevati, per contrastare le attività illecite e le mafie. Ma L’AfD «chiede la conservazione permanente dell’uso illimitato di denaro contante come un importante diritto di libertà civile.»

Il partito prende posizione aperta anche sulla questione bancaria europea. E a chiare lettere scrive che non ammette «alcuna responsabilità tedesca per le banche estere.» Di qui «l’opposizione a ogni tentativo di integrazione europea dei rischi di responsabilità, in particolar modo per quanto riguarda le transazioni bancarie.»

L’ultimo punto del programma economico di AfD riguarda la protezione dei cittadini tedeschi «contro un’eurocrisi.» E quindi «la Germania deve essere in grado di agire in una crisi monetaria improvvisa.» AfD sottolinea di voler «adottare tempestivi accordi per la reintroduzione di una nuova moneta nazionale (Deutsche Mark).» E per quanto riguarda l’oro della Bundesbank immagazzinato all’estero (che sta lentamente rientrando in Germania dopo gli accordi della seconda Guerra mondiale, presi alla fine del conflitto dalla coalizione vincitrice) «deve essere trasferito in Germania.»

Insomma: basta euro, basta soldi agli spreconi, basta Draghi. Entrando in Parlamento queste misure troveranno sostanza nell’opera di opposizione dei parlamentari di Afd, i qui potranno anche impugnare i provvedimenti del governo di fronte alla Corte Suprema. Non è quindi da escludere che in qualche modo queste considerazioni antistoriche e sbagliate possano comunque in qualche modo influenzare il cammino e l’opera del futuro quarto governo di Angela Merkel. Con le logiche conseguenze per l’Europa e per l’Italia.