Bruxelles alza la pressione su TikTok e apre un nuovo fronte nello scontro con le Big Tech. La Commissione europea ha notificato al social network di proprietà del gruppo cinese ByteDance le conclusioni preliminari dell’indagine avviata nell’ambito del Digital Services Act (DSA), contestando che le impostazioni degli account dei minori non garantiscano un livello di protezione adeguato. Se le violazioni dovessero essere confermate al termine del procedimento, la piattaforma rischia una sanzione fino al 6% del fatturato annuo globale.
Secondo Bruxelles, l’attuale configurazione degli account espone gli utenti minorenni a rischi quali contatti indesiderati, cyberbullismo e comportamenti predatori, in contrasto con gli obblighi imposti dal DSA alle piattaforme digitali.
Le contestazioni della Commissione
Nel mirino dell’esecutivo europeo finiscono soprattutto le impostazioni di privacy riservate ai minori. Sebbene gli account dei ragazzi tra i 13 e i 15 anni siano privati per impostazione predefinita, la Commissione ritiene insufficiente questa tutela perché gli utenti possono modificare facilmente le impostazioni rendendo pubblico il proprio profilo. Per Bruxelles, a quell’età la privacy dovrebbe rimanere obbligatoria.
Anche per la fascia tra i 16 e i 17 anni emergono criticità. Chi sceglie un account pubblico può infatti rendere i propri contenuti visibili a chiunque, anche a utenti esterni alla piattaforma. Inoltre, i video possono essere suggeriti attraverso il feed “Per te”, aumentando l’esposizione dei minori a persone sconosciute.
“Un elevato livello di protezione non dovrebbe essere un’opzione facoltativa, ma la norma”, ha dichiarato la vicepresidente esecutiva della Commissione europea Henna Virkkunen, ricordando che il DSA impone alle piattaforme di integrare la tutela dei minori già nella progettazione dei propri servizi.
Secondo la Commissione, anche gli account privati presentano elementi di vulnerabilità: il profilo di un minore può essere individuato attraverso gli elenchi dei follower e dei seguiti di altri utenti, mentre la foto del profilo resta visibile anche a chi non possiede un account TikTok.
Le modifiche richieste e la risposta di TikTok
Bruxelles chiede ora alla piattaforma di modificare le impostazioni predefinite degli account pubblici dei minori, limitando la visibilità dei contenuti ai soli utenti autorizzati dal ragazzo. La Commissione ritiene inoltre che, anche quando un sedicenne o un diciassettenne decide di rendere pubblici i propri contenuti all’interno dell’app, questi non debbano essere accessibili a un pubblico globale esterno a TikTok né essere promossi automaticamente attraverso il feed “Per te”.
Le conclusioni restano comunque preliminari. TikTok potrà presentare osservazioni scritte e consultare il fascicolo dell’indagine prima della decisione definitiva, che sarà adottata dopo il parere del Comitato europeo per i servizi digitali.
Dal canto suo, la società respinge le critiche e sottolinea che gli account dei più giovani dispongono già di oltre 50 funzioni di privacy e sicurezza attivate fin dalla registrazione. “La tutela dei minori online è un obiettivo che condividiamo e restiamo impegnati a migliorare continuamente le misure adottate per proteggerli”, ha dichiarato un portavoce, aggiungendo che l’azienda esaminerà le conclusioni preliminari e continuerà a collaborare con la Commissione.
L’indagine, avviata nel febbraio 2024, si inserisce nella più ampia attività di vigilanza dell’Ue sulle grandi piattaforme digitali prevista dal DSA. Oltre alla protezione dei minori, Bruxelles sta ancora esaminando il funzionamento degli algoritmi di raccomandazione, il cosiddetto effetto “rabbit hole” e i sistemi di verifica dell’età degli utenti.
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