Le richieste di asilo nell’Unione europea continuano a diminuire. Ad aprile 2026 i cittadini di Paesi terzi che hanno presentato per la prima volta una domanda di protezione internazionale sono stati 42.960, l’11% in meno rispetto allo stesso mese del 2025 e il 9% in meno rispetto a marzo di quest’anno. È quanto emerge dagli ultimi dati diffusi da Eurostat, che fotografano un rallentamento dei nuovi ingressi nel sistema europeo dell’asilo, mentre Bruxelles accelera sulla riforma delle procedure e sull’introduzione della lista comune dei Paesi sicuri.
Secondo il report pubblicato da Eurostat il 16 luglio, il numero delle prime richieste di asilo è sceso da 48.465 dell’aprile 2025 alle attuali 42.960. Il calo è evidente anche nel confronto con marzo 2026, quando le domande erano state 47.155.
Diverso l’andamento delle richieste reiterate, presentate da persone che avevano già ricevuto un precedente diniego. Ad aprile sono state 9.145, con un aumento del 17% rispetto allo stesso mese del 2025, ma in diminuzione del 9% rispetto a marzo.
Il Venezuela si conferma il principale Paese di provenienza dei richiedenti asilo nell’Unione europea. Ad aprile i cittadini venezuelani che hanno presentato una prima domanda sono stati 4.875. Seguono gli afghani con 3.830 richieste, i cittadini del Bangladesh con 2.630 e quelli del Sudan con 1.720.
Italia tra i principali Paesi di destinazione
La distribuzione delle domande continua a concentrarsi in pochi Stati membri. Italia, Francia, Spagna e Germania hanno infatti raccolto complessivamente il 76% delle prime richieste di protezione internazionale.
L’Italia è il Paese che ha registrato il numero più elevato di nuove domande, pari a 9.710, davanti alla Francia con 8.645, alla Spagna con 8.350 e alla Germania con 6.140.
Rapportando invece le richieste alla popolazione residente, la graduatoria cambia sensibilmente. I tassi più elevati si registrano in Grecia, con 26,1 richiedenti ogni 100 mila abitanti, seguita da Lussemburgo (20,6) e Irlanda (18,7). La media europea si attesta a 9,5 richiedenti ogni 100 mila abitanti.
Ad aprile 2026 sono stati 930 i minori stranieri non accompagnati che hanno presentato domanda di protezione internazionale nell’Ue. La maggior parte proviene dalla Somalia (190), seguita da Afghanistan (100), Sudan (75), Egitto (75) e Venezuela (55).
L’Ue accelera sulle nuove regole per l’asilo
Mentre i dati registrano una diminuzione delle nuove domande, il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva, lo scorso febbraio, due modifiche al regolamento sulle procedure di asilo che puntano ad accelerare l’esame delle richieste.
Tra le principali novità c’è l’introduzione di una lista europea dei Paesi di origine sicuri, che comprende Bangladesh, Colombia, Egitto, Kosovo, India, Marocco e Tunisia, oltre ai Paesi candidati all’ingresso nell’Unione europea, come l’Albania. Per i cittadini provenienti da questi Stati le domande potranno essere esaminate con procedure più rapide, fermo restando il diritto del richiedente di dimostrare l’esistenza di un concreto rischio di persecuzione nel proprio caso.
Le nuove norme intervengono anche sul concetto di Paese terzo sicuro. Gli Stati membri potranno dichiarare inammissibile una domanda di asilo quando il richiedente abbia già avuto la possibilità di ottenere protezione in un Paese terzo considerato sicuro, ad esempio perché vi è transitato o perché esistono specifici accordi con quel Paese.
Il regolamento apre inoltre alla possibilità di realizzare procedure di esame delle domande in hub situati fuori dal territorio dell’Unione europea, attraverso accordi con Paesi terzi. Una misura che potrebbe consentire l’effettiva operatività dei centri italiani realizzati in Albania, finora rimasti sostanzialmente inattivi anche per le pronunce della magistratura.
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