Un sondaggio di Polling Europe Euroscope mostra un ampio consenso al possibile ritorno di Londra nell’Unione, mentre sull’adesione di Kiev la maggioranza degli intervistati chiede il completamento del percorso di riforme. Gli italiani sono i più favorevoli in entrambi i casi.
Gli europei aprono alla possibilità di un ritorno del Regno Unito nell’Unione europea, mentre sull’ingresso dell’Ucraina prevale un approccio più graduale, legato al completamento delle riforme richieste ai Paesi candidati. È quanto emerge dall’ultima rilevazione di Polling Europe Euroscope, istituto di ricerca con sede a Bruxelles nato dalla collaborazione tra SWG e OpinionWay, che ha intervistato oltre 5.000 cittadini nei 27 Stati membri per misurare il sentiment dell’opinione pubblica sui principali temi dell’allargamento dell’Ue.
Il dato più netto riguarda proprio il Regno Unito. A sei anni dall’uscita dall’Unione e a dieci anni dal referendum sulla Brexit, il 67% degli intervistati si dichiara favorevole a un eventuale rientro di Londra nell’Ue, mentre il 19% si oppone e il restante 14% non esprime una posizione.
Tra i grandi Paesi europei è l’Italia a mostrare il maggiore entusiasmo: il 77% degli intervistati vedrebbe con favore il ritorno dei britannici, di cui il 40% si dice fortemente favorevole e il 37% abbastanza favorevole. Seguono la Polonia con il 70%, la Spagna con il 67%, la Germania con il 62% e la Francia con il 59%, confermando come l’ipotesi di un riavvicinamento del Regno Unito raccolga un consenso trasversale nel continente.
Sull’Ucraina prevale il sì, ma solo dopo le riforme
Più articolato, invece, il giudizio sull’adesione dell’Ucraina. Il sondaggio evidenzia infatti come la maggioranza relativa degli europei sostenga il percorso di ingresso di Kiev nell’Unione, ma soltanto dopo il completamento delle riforme richieste nell’ambito del processo di adesione.
Il 30% degli intervistati ritiene infatti che l’Ucraina debba attuare tutte le riforme necessarie prima di entrare nell’Ue, mentre il 19% auspica un ingresso il prima possibile. Un ulteriore 18% preferirebbe una soluzione intermedia, con uno status di membro associato – comprensivo di garanzie di sicurezza ma senza diritto di voto – prima dell’adesione a pieno titolo. Resta invece contrario all’allargamento il 21% del campione.
Anche in questo caso emergono differenze significative tra i principali Paesi dell’Unione. L’Italia è quella che registra la quota più elevata di cittadini favorevoli all’ingresso dell’Ucraina dopo il completamento delle riforme, con il 35%, seguita dalla Polonia (34%), dalla Spagna (33%), dalla Germania (26%) e dalla Francia (25%).
Se invece si considera l’adesione immediata, è la Spagna a guidare la classifica con il 32% dei favorevoli, davanti all’Italia con il 17%, alla Francia con il 16%, alla Germania con il 15% e alla Polonia, dove soltanto l’8% degli intervistati vorrebbe accelerare l’ingresso di Kiev.
Particolarmente significativo è anche il dato relativo ai contrari. La Polonia, pur essendo uno dei principali sostenitori dell’Ucraina sul piano politico e militare, è il Paese che registra la quota più alta di opposizione all’ingresso nell’Ue, con il 28%, davanti alla Germania (27%) e alla Francia (24%). Più contenuta la contrarietà in Italia (19%), mentre in Spagna scende al 6%.
Differenze politiche
L’indagine mette inoltre in evidenza una netta distinzione tra gli elettorati delle diverse famiglie politiche europee.
Tra i sostenitori dell’ingresso dell’Ucraina prevalgono gli elettori dei Socialisti e Democratici (S&D), dei Popolari (Ppe) e dei Liberali di Renew Europe, che si dichiarano in larga parte favorevoli all’adesione purché preceduta dalle necessarie riforme. Più articolata la posizione dei Verdi e della Sinistra, mentre tra le forze della destra europea cresce il fronte contrario: il 57% degli elettori dell’Europa delle Nazioni Sovrane (Esn) si oppone all’ingresso di Kiev, percentuale che scende al 34% tra i Patrioti per l’Europa e al 30% tra i Conservatori e Riformisti (Ecr).
Sul dossier britannico, invece, il consenso appare decisamente più ampio e trasversale. Il ritorno del Regno Unito raccoglie l’80% dei consensi tra gli elettori socialisti, il 78% tra quelli popolari e il 74% tra i liberali di Renew Europe. Anche tra Verdi, Sinistra ed Ecr il sostegno supera i due terzi degli intervistati, mentre solo tra gli elettori dell’Esn i favorevoli scendono al 46%, segnale che neppure nell’elettorato più euroscettico l’esperienza della Brexit viene considerata un modello da replicare.
L’indagine è stata realizzata online con metodologia Cawi (Computer Assisted Web Interview) tra il 3 e il 10 luglio 2026 su un campione rappresentativo di 5.048 cittadini maggiorenni dei 27 Paesi dell’Unione europea. Oltre ai dati complessivi, il sondaggio propone analisi dedicate ai cinque maggiori Stati membri – Germania, Francia, Italia, Spagna e Polonia – e alle principali aree geografiche del continente.
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