Il progetto della nuova Funivia del Cervino collegherà l’Italia alla Svizzera. Dove lo sport e il turismo battono i nazionalismi

 

Ci sono investimenti che valgono molto più della loro dimensione economica. I circa 200 milioni di euro destinati a Cervino The One, una delle più importanti commesse funiviarie mai realizzate in Italia, appartengono a questa categoria. Perché il nuovo collegamento tra Breuil-Cervinia e Plateau Rosa non rappresenta soltanto un’opera infrastrutturale destinata a cambiare il volto del comprensorio valdostano, ma rafforza uno dei pochi esempi europei in cui un’infrastruttura turistica funziona davvero senza frontiere, unendo stabilmente Italia e Svizzera ai piedi del Cervino.

Il progetto arriva nell’anno in cui gli impianti del Cervino celebrano i novant’anni dalla prima funivia inaugurata nel 1936. Quella che allora fu un’intuizione imprenditoriale destinata a trasformare una valle frequentata quasi esclusivamente dagli alpinisti è oggi un sistema turistico internazionale che accoglie una clientela composta per l’85% da visitatori stranieri. Cervino The One rappresenta il nuovo capitolo di questa storia.

Realizzato da Leitner insieme alle imprese Cogeis, Ivies e BGF, il progetto sostituirà l’attuale telecabina tra Breuil-Cervinia e Plan Maison, proseguendo poi fino a Plateau Rosa, dove si collegherà direttamente al Matterhorn Glacier Ride II sul versante svizzero. Nascerà così un sistema trifune continuo capace di rafforzare il collegamento con Zermatt e consolidare uno dei comprensori sciistici transfrontalieri più importanti d’Europa.

L’opera va oltre la realizzazione di una nuova funivia. Il piano comprende la riqualificazione delle stazioni, nuovi servizi per i visitatori e un profondo ammodernamento dell’intero sistema di risalita. A valle sorgeranno biglietterie, punto informazioni, noleggio e spazi commerciali, mentre Plan Maison diventerà il centro operativo del comprensorio con officine, magazzini e una sala polifunzionale.

Dal punto di vista industriale, Cervino The One rappresenta anche una vetrina del made in Italy. Le cabine Symphony progettate da Pininfarina, la tecnologia trifune sviluppata da Leitner e una capacità di trasporto di 3.000 passeggeri l’ora fanno di questa infrastruttura uno dei progetti più avanzati oggi in fase di realizzazione nell’arco alpino. Il nuovo impianto, lungo 5,8 chilometri, consentirà di raggiungere Plateau Rosa in meno di diciassette minuti, migliorando la continuità del servizio e riducendo le chiusure stagionali.

L’inaugurazione è prevista per la stagione invernale 2029-2030, al termine di circa tre anni di lavori. Per la Valle d’Aosta significa consolidare un settore che rappresenta uno dei principali motori dell’economia regionale. Per l’industria italiana degli impianti a fune è invece una commessa simbolica, destinata a diventare un riferimento tecnologico e ingegneristico.

Novant’anni dopo la prima funivia, il Cervino continua così a raccontare la stessa idea di futuro: una montagna che non separa due Paesi, ma li mette in comunicazione. Dove le infrastrutture, prima ancora degli accordi politici, dimostrano che turismo, economia e mobilità possono rendere i confini sempre più attraversabili.

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