Ci sono nomi che restano nella memoria politica e altri che entrano nella geografia stessa delle istituzioni. David Sassoli entra oggi in quella geografia: il Parlamento europeo ha deciso di dedicargli uno dei propri edifici, accanto ai nomi di alcune delle figure che hanno segnato la storia dell’integrazione europea. Prima di lui, tra gli italiani, lo stesso riconoscimento era stato attribuito soltanto ad Altiero Spinelli.
A Bruxelles, il 29 settembre, la cerimonia ha riunito esponenti di diverse famiglie politiche europee e italiane, dalla presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola alla presidente della Commissione Ursula von der Leyen, dal vicepremier Antonio Tajani alla segretaria del Pd Elly Schlein, fino all’ex presidente della Commissione europea Romano Prodi. Insieme a loro la moglie di Sassoli, Alessandra Vittorini, e i figli Livia e Giulio.
A oltre quattro anni dalla sua morte, l’Eurocamera ha così trasformato il ricordo dell’ex presidente in un segno permanente all’interno del complesso parlamentare. Un omaggio che arriva mentre l’Unione si confronta con una fase di profonda trasformazione geopolitica e con il tema, rilanciato durante la cerimonia, di come rafforzare le proprie istituzioni.
Mattarella: «Urgente il rafforzamento delle istituzioni europee»
È proprio sul futuro dell’Unione che si è concentrato il messaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il capo dello Stato ha legato il ricordo di Sassoli alla necessità di rendere più solide le istituzioni comunitarie in una fase segnata dalla guerra, dalla competizione tra potenze e dalle trasformazioni degli equilibri internazionali.
«È urgente il rafforzamento delle istituzioni europee», ha sottolineato Mattarella, richiamando una delle battaglie politiche che avevano caratterizzato la presidenza di Sassoli.
Nel messaggio il presidente della Repubblica ha ricordato anche la Conferenza sul futuro dell’Europa, il percorso di consultazione promosso dalle istituzioni comunitarie durante la presidenza Sassoli per raccogliere proposte e indicazioni sul futuro dell’Unione.
Per Mattarella, le conclusioni di quella Conferenza sono state lasciate cadere «in maniera imprevidente». Tra le proposte emerse figurava anche il superamento dell’unanimità nel processo decisionale europeo, tema che continua a essere al centro del confronto sulla riforma delle istituzioni comunitarie.
Metsola: «La sua visione è un valore da custodire»
Per Roberta Metsola, l’intitolazione rappresenta molto più di un omaggio personale. Significa inserire Sassoli nella storia dell’istituzione che ha guidato.
«Il lavoro e la visione di Sassoli sono valori da custodire», ha detto la presidente dell’Eurocamera, ricordando che gli edifici del Parlamento europeo portano i nomi di uomini e donne che hanno contribuito a far avanzare il progetto europeo.
Il nome di Sassoli entra così nello stesso spazio simbolico di Altiero Spinelli, Simone Veil e Sophie Scholl, personalità alle quali sono già dedicati edifici del Parlamento.
Anche la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha ricordato il rapporto personale e politico con l’ex presidente dell’Eurocamera.
«David credeva in un’Europa della solidarietà», ha detto von der Leyen, tornando ai mesi della pandemia e alla costruzione della risposta europea alla crisi economica.
«Ci incontrammo in Parlamento. Buttai giù qualche cifra su un fazzoletto di carta, l’idea centrale del piano per la ripresa su cui stavamo lavorando. David aderì immediatamente», ha raccontato la presidente della Commissione, ricordando la fase che avrebbe portato al piano europeo per la ripresa.
L’europeismo riporta insieme il Pd
La cerimonia ha avuto anche un particolare significato per il centrosinistra italiano. A Bruxelles si sono ritrovate personalità che hanno condiviso con Sassoli stagioni diverse della politica europea e italiana: da Elly Schlein a Romano Prodi, Enrico Letta, Nicola Zingaretti, Giorgio Gori e Graziano Delrio.
Proprio Prodi ha scelto un tono meno celebrativo per fotografare l’Europa di oggi. Alla domanda se Sassoli sarebbe soddisfatto dell’attuale Unione, l’ex presidente della Commissione europea ha risposto negativamente.
La sua preoccupazione, ha spiegato, non sarebbe tanto una possibile rottura dell’Europa quanto il suo «assopimento».
Un timore che si intreccia con il senso politico dell’omaggio a Sassoli: ricordare una figura che aveva fatto dell’integrazione europea e della ricerca del compromesso tra posizioni diverse uno dei cardini della propria esperienza.
Schlein ha ricordato proprio questo aspetto. «La mitezza non è debolezza, è la più grande forma di autorevolezza», ha detto la segretaria del Pd, sottolineando la «fermezza» di Sassoli e la sua «intransigenza sui suoi principi, sui valori dell’Unione, sullo Stato di diritto».
Secondo Schlein, l’Europa è oggi esposta a nuove minacce e avrebbe bisogno di una maggiore integrazione.
Per Nicola Zingaretti, capodelegazione del Pd al Parlamento europeo, quella di Bruxelles è stata una giornata importante «per l’europeismo italiano e per tutti noi democratici».
Il ricordo di Meloni e Tajani
Il riconoscimento ha attraversato anche i confini delle appartenenze politiche di Sassoli.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito l’intitolazione «il giusto riconoscimento ad un italiano che ha servito con onore le istituzioni europee e ha creduto nella democrazia», pur ricordando di aver avuto «idee e posizioni politiche diverse» dalle sue.
Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha invece invitato a guardare al lascito di Sassoli come a uno stimolo per superare le divisioni tra partiti e cercare punti di convergenza sul futuro dell’Europa.
L’uomo dei ponti
È forse questa l’immagine che più ha caratterizzato il ricordo dell’ex presidente dell’Eurocamera: l’uomo dei ponti, tra istituzioni e cittadini, tra Parlamento e società, tra forze politiche diverse.
La moglie Alessandra Vittorini, accompagnata dai figli Livia e Giulio, ha ricordato il rapporto profondo del marito con il Parlamento europeo, che Sassoli «orgogliosamente rivendicava» come sede irrinunciabile della democrazia e della rappresentanza diretta dei cittadini europei.
Il suo europeismo nasceva da una convinzione radicata nella storia del continente. Nel discorso di insediamento come presidente del Parlamento europeo aveva ricordato che l’Europa «non è un incidente della storia»: il progetto comunitario era, nella sua visione, la risposta politica a un continente devastato dalle guerre e dal nazionalismo.
Dal giornalismo alla guida dell’Eurocamera
Prima di diventare uno dei volti della politica europea, Sassoli era stato un giornalista.
Nato a Firenze nel 1956, aveva lavorato in diverse testate e per anni era stato uno dei volti più riconoscibili del Tg1. Nel 2009 era entrato in politica con il Partito democratico, venendo eletto al Parlamento europeo. Era stato rieletto nel 2014 e nel 2019 e aveva ricoperto anche l’incarico di vicepresidente dell’Assemblea.
Il 3 luglio 2019 era stato eletto presidente del Parlamento europeo.
Il suo mandato si era trovato immediatamente a fare i conti con una delle crisi più profonde della storia recente dell’Unione: la pandemia di Covid-19, la risposta economica comune con il Next Generation EU, l’avvio della Conferenza sul futuro dell’Europa. Ha sempre sostenuto un’Europa vicina ai cittadini, fondata sulla solidarietà e sui diritti.
Nel suo primo discorso da presidente aveva detto che l’Unione europea non è un incidente della storia. Il senso della frase è che il progetto europeo è la risposta consapevole delle generazioni successive alla degenerazione nazionalista che aveva devastato il continente.
Sassoli è morto l’11 gennaio 2022, a 65 anni.
La Chiave d’Europa nel 2020
Il suo impegno europeista era stato riconosciuto anche prima della morte.
Il 5 febbraio 2020, a Bruxelles, Sassoli aveva ricevuto il premio La Chiave d’Europa, assegnato dall’associazione La Nuova Europa.
Il riconoscimento era stato attribuito per l’impegno a favore delle riforme europee, dell’integrazione e della lotta contro fascismo e razzismo.
Ora arriva un riconoscimento ancora più legato all’istituzione che Sassoli aveva guidato. Il suo nome sarà inciso stabilmente nella geografia del Parlamento europeo, accanto a quello di figure che hanno contribuito alla costruzione dell’Europa.
E il fatto che, tra gli italiani, prima di lui fosse stato scelto soltanto Altiero Spinelli dà alla decisione dell’Eurocamera un peso particolare: non soltanto il ricordo di un presidente, ma il riconoscimento di una visione politica dell’Europa che Bruxelles ha scelto di consegnare anche alle generazioni future.
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