Libertà, democrazia e futuro dell’Europa sono al centro della seconda giornata della Conferenza europea per la libertà e la democrazia, che riunisce a Ventotene dissidenti, esponenti dell’opposizione democratica, intellettuali e rappresentanti delle istituzioni. Una tre giorni internazionale che mette a confronto esperienze diverse accomunate dalla difesa dello Stato di diritto e dalla necessità di rafforzare il progetto europeo.
«Come ha detto il presidente Mattarella, il mondo ha bisogno dell’Europa per non soccombere ai regimi», ha detto la vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno, promotrice della Conferenza. «L’Ue è messa sotto pressione dalle autocrazie che minacciano i nostri confini ma anche dall’interno per il crescere di forze che mettono a rischio lo Stato di diritto e relativizzano le dittature: l’unica soluzione è un’Europa più forte, più solida e più coesa e la conferenza di Ventotene serve proprio a questo».
Sull’isola sono presenti, tra gli altri, Yulia Navalnaya, moglie del dissidente russo Alexey Navalny, morto in carcere dopo la persecuzione da parte del regime di Vladimir Putin, e Svetlana Tikhanovskaya, leader in esilio dell’opposizione democratica bielorussa. Con loro il premio Sacharov Lorent Saleh, attivista venezuelano che ha conosciuto la detenzione nei centri di tortura del regime, e Oleksandra Matviichuk, premio Nobel per la pace, avvocata e presidente del Center for Civil Liberties di Kyiv.
Proprio Matviichuk è stata nella prima giornata tra le protagoniste del confronto “Il tempo dell’Ucraina, il tempo dell’Europa”, insieme al direttore editoriale de La Stampa Maurizio Molinari. Un dibattito arrivato mentre proseguono gli attacchi russi contro l’Ucraina e dopo l’allarme per il drone che ha sfiorato l’aereo del presidente ucraino Volodymyr Zelensky in Moldavia.
Il programma della Conferenza intreccia l’attualità internazionale con la memoria europea. Ad aprire i lavori è stata, nella giornata del 10 settembre, l’inaugurazione della mostra “Il Manifesto di Ventotene e l’europeismo nella lotta di Liberazione”, che presenta per la prima volta sull’isola la copia numero 15 del Manifesto di Ventotene, stampata clandestinamente nel 1944 e consegnata a Pietro Nenni da Eugenio Colorni.
In esposizione anche un carteggio del 1943 tra Colorni, Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, documento che testimonia il percorso politico e intellettuale alla base della costruzione del progetto federalista europeo.
«Rossi, Spinelli e Colorni scrissero il Manifesto mentre il nazifascismo devastava l’Europa», ha ricordato Picierno. «Ventotene ci ricorda che servire le istituzioni e fare politica significa scegliere e non rinunciare alla voglia di costruire il futuro, anche quando sembra molto complicato».
La giornata ha affrontato anche il tema della lotta ai regimi autoritari. Dopo la lectio di Molinari dedicata a Yulia Navalnaya, “Il coraggio della leadership”, e il panel “Come indebolire le fondamenta di un regime autoritario”, curato dalla Fondazione Anticorruzione Alexey Navalny, il confronto si è spostato sul rapporto tra criminalità organizzata e sistemi di potere.
Nel dialogo “L’alleanza tra cleptocrazie e mafie – strategie per difendere l’Italia e l’Europa”, Picierno ha incontrato Chiara Colosimo, presidente della Commissione parlamentare Antimafia.
«L’allarme che lancio da qui è che cleptocrazie e mafia utilizzano gli stessi strumenti, che però grazie al nostro lavoro stiamo neutralizzando», ha affermato Colosimo.
Tra gli altri temi affrontati, il contrasto alla disinformazione e alla manipolazione cognitiva, il cosiddetto “tecnosovranismo globale”, l’eredità politica di Yitzhak Rabin e il futuro di Israele.
Particolare attenzione viene dedicata alla situazione in Georgia e alla vicenda di Mzia Amaglobeli, giornalista georgiana e premio Sacharov, attualmente detenuta e indicata come prima donna prigioniera politica nel Paese dalla dissoluzione dell’Unione Sovietica. La sua vicenda viene portata a Ventotene attraverso gli interventi di Nona Mikhelidze dell’Istituto Affari Internazionali, Vano Chkhikvadze dell’associazione per i diritti Araminta e Marika Mikiashvili del partito di opposizione Droa.
Il riconoscimento a Gabriele Panizzi
La seconda giornata della Conferenza è, tra le altre cose, anche l’occasione per un riconoscimento legato alla storia politica e istituzionale di Ventotene. E’ stata, infatti, conferita la cittadinanza onoraria al professor Gabriele Panizzi, già presidente della Regione Lazio, parlamentare europeo, esponente del Movimento dei Federalisti Europei fondato da Altiero Spinelli e vicepresidente dell’Istituto di Studi Federalisti “Altiero Spinelli”.
Il riconoscimento, come si legge dal verbale di deliberazione della giunta comunale, nasce dal contributo dato da Panizzi allo sviluppo delle Isole Ponziane e alla costruzione del ruolo di Ventotene come luogo di riferimento del federalismo europeo.
Tra gli interventi attribuiti alla sua attività istituzionale figurano la Legge Speciale per le Isole Ponziane, il potenziamento delle infrastrutture idriche e fognarie, interventi sulla viabilità, la realizzazione del distributore di carburanti, della Casa Alloggio e di alloggi di edilizia residenziale pubblica, oltre al rafforzamento dei collegamenti marittimi veloci.
Nel riconoscimento viene ricordato anche il contributo all’avvio della prima campagna di scavi archeologici di Punta Eolo e, soprattutto, la promozione della normativa che istituì il Seminario di Formazione Federalista di Ventotene, successivamente recepita nello Statuto della Regione Lazio.
Il riconoscimento a Renata Colorni

Conferita anche la cittadinanza onoraria a Renata Colorni- figlia di Eugenio Colorni ed Ursula Hirschmann – per le seguenti motivazioni: “intellettuale, traduttrice e testimone vivente di quella stagione del confino che portò alla nascita del Manifesto di Ventotene, Renata Colorni trascorse infatti la propria infanzia a Ventotene durante gli anni del confino del padre Eugenio e della madre Ursula Hirschmann. La sua storia personale è profondamente intrecciata a quella dell’isola e alla memoria dell’Europa democratica nata dall’antifascismo. In un tempo in cui l’idea europea appare spesso svuotata di memoria e significato, Ventotene può continuare a essere non soltanto un simbolo celebrativo, ma un luogo vivo di coscienza storica. Anche attraverso atti concreti come questi”, si legge nella delibera della giunta dell’isola.
Una terrazza per Eugenio Colorni
Nella giornata del 12 settembre sarà inoltre intitolata a Eugenio Colorni la cosiddetta Terrazza dei Granili.
Filosofo, antifascista e socialista federalista, Colorni fu una figura centrale della stagione del confino di Ventotene e contribuì insieme a Spinelli e Rossi alla formazione del progetto politico alla base del Manifesto.
L’intitolazione vuole mantenere visibile nello spazio pubblico dell’isola la figura di una delle principali intelligenze dell’antifascismo italiano e ricordare il ruolo avuto nella nascita della cultura federalista europea.
Tra gli appuntamenti in programma nella giornata del 12, in particolare, alla Sala Umberto Terracini ci sarà la sessione “Le donne per l’unità europea”, curata dalla Fondazione Pietro Nenni, dalla Fondazione Ernesto Rossi e Gaetano Salvemini e dalla Freedom Academy. Intervengono Antonella Braga, Silvana Boccanfuso, scrittrice e ricercatrice, e Giulia Vassallo dell’Università Unitelma Sapienza. Modera Raffaella Rizzo, direttrice de La Nuova Europa.
Seguirà “La frontiera della libertà – L’Italia e l’Europa nello scenario globale”. Al dibattito partecipano Antonio Tajani, ministro degli Esteri, Svitlana Tikhanovskaya, leader dell’opposizione bielorussa in esilio, Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo, Roberto Sommella, direttore di Milano Finanza, Michele Esposito di Ansa e Carlo Corazza, direttore dell’Ufficio del Parlamento europeo in Italia.
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