Alla tradizionale Cerimonia del Ventaglio al Quirinale, il presidente della Repubblica difende il ruolo del giornalismo, mette in guardia dall’uso dell’intelligenza artificiale nella produzione di notizie e rilancia il ruolo dell’Unione europea come garante di pace.
«Da un’informazione libera, indipendente e approfondita dipendono le convinzioni delle persone e, in definitiva, la libertà». È il messaggio che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha rivolto al mondo dell’informazione nel corso della tradizionale Cerimonia del Ventaglio al Quirinale, il 30 luglio, ribadendo il legame inscindibile tra libertà di stampa e democrazia.
Il Capo dello Stato ha definito quello dei giornalisti «un compito e una responsabilità», ricordando che «libertà, informazione e democrazia sono co-essenziali». Per questo, ha aggiunto, quando il lavoro dei cronisti viene ostacolato «non si tratta di aggressioni a singoli professionisti, ma di un vulnus recato a tutti noi, perché la libertà è un bene indivisibile».
Mattarella ha richiamato anche il Rapporto della Commissione europea sullo Stato di diritto, che invita gli Stati membri, Italia compresa, a garantire la tutela della libertà di stampa e la protezione dei giornalisti secondo gli standard europei.
L’allarme sull’Intelligenza artificiale
Ampio spazio è stato dedicato all’impatto dell’Intelligenza artificiale sul sistema dell’informazione. Il Presidente ha espresso preoccupazione per la diffusione di contenuti generati automaticamente, privi di verifica e destinati a moltiplicarsi sul web.
«Esiste forse informazione senza i giornalisti?», ha chiesto Mattarella, osservando che l’informazione «non è clone di sé stessa» e «non è la caricatura della pecora Dolly». Un richiamo alla necessità che il progresso tecnologico non sostituisca il lavoro di verifica, contestualizzazione e responsabilità proprio dell’attività giornalistica.
Il Capo dello Stato ha inoltre sollecitato una soluzione alla situazione di stallo che interessa il servizio pubblico radiotelevisivo, auspicando che venga superata la paralisi determinata dal blocco della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai, definita un ostacolo al pieno funzionamento del sistema.
Europa, pace e responsabilità comune
Nel suo intervento Mattarella ha rivolto lo sguardo anche allo scenario internazionale, indicando nell’Unione europea un presidio di stabilità in una fase segnata da conflitti e tensioni geopolitiche.
«L’Europa è riuscita a trasformarsi, da continente lacerato per secoli da guerre sanguinose, nella più vasta area di pace e sviluppo comune», ha affermato il Presidente, sottolineando come l’Unione continui a rappresentare un punto di riferimento nonostante le difficoltà interne ed esterne.
Il Capo dello Stato ha, inoltre, osservato che molte delle critiche rivolte all’Unione europea per una presunta scarsa incisività provengono «soprattutto da chi ne ostacola, in ogni modo e circostanza, la possibilità di dotarsi di strumenti decisionali e operativi più efficaci». Un richiamo alla necessità di rafforzare la capacità di azione dell’Ue in un contesto internazionale sempre più complesso.
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