L’Europa è chiamata a una scelta cruciale: assumere un ruolo da protagonista nello scenario internazionale oppure limitarsi ad assistere alle dinamiche dettate dalle grandi potenze mondiali. È questa la riflessione proposta da Enrico Letta durante la lectio magistralis che ha concluso a Ventotene l’VIII Summer School e conferenza internazionale “Europa e autonomia strategica”, iniziativa organizzata dall’Associazione Per l’Europa di Ventotene, guidata dal costituzionalista Andrea Patroni Griffi, professore ordinario di Diritto costituzionale presso l’Università di Napoli Federico II e direttore scientifico della conferenza, in collaborazione con numerosi atenei italiani ed europei.
Nel corso dell’incontro, che ha visto la partecipazione di accademici, rappresentanti istituzionali e giovani studiosi, l’ex presidente del Consiglio ha sottolineato come il rafforzamento dell’autonomia strategica dell’Unione europea passi necessariamente attraverso il completamento del mercato unico. Secondo Letta, si tratta di una condizione indispensabile per consolidare il peso economico e politico dell’Europa nel contesto globale.
«One Europe, one market»
Al centro dell’intervento di Letta vi è una visione sintetizzata dalla formula «One Europe, one market». Un principio che va oltre la dimensione economica e si configura come un progetto politico finalizzato a superare le frammentazioni ancora presenti tra i Paesi membri dell’Unione.
Per l’ex premier, l’Europa potrà raggiungere una reale autonomia soltanto riducendo le proprie dipendenze dall’esterno e recuperando il terreno perso nei comparti strategici. Energia, innovazione tecnologica, infrastrutture digitali e sicurezza sono i settori sui quali si gioca la capacità dell’Unione di affermarsi come attore globale.
Il mercato unico come strumento di autonomia
Nel corso della lectio magistralis è stato evidenziato come il completamento del mercato unico rappresenti sia un obiettivo sia uno strumento fondamentale per l’autonomia strategica europea. Senza un sistema energetico realmente integrato, una politica industriale comune orientata alle tecnologie emergenti e una maggiore capacità condivisa nel campo della sicurezza, l’Europa rischia infatti di restare una potenza regolatoria, influente nella definizione delle norme ma meno incisiva negli equilibri geopolitici internazionali.
Questa impostazione si inserisce nel percorso delineato da Letta nel rapporto “Much more than a market. Speed, security and solidarity”, documento che individua nel rafforzamento del mercato unico il presupposto per garantire crescita, competitività e sicurezza ai cittadini europei.
Ventotene e la sfida della sovranità condivisa
L’iniziativa ha riunito sull’isola simbolo del federalismo europeo costituzionalisti, giuristi, studiosi di relazioni internazionali e rappresentanti delle istituzioni provenienti da diversi Paesi del continente.
Dai lavori è emersa con forza la necessità di costruire una vera sovranità condivisa europea. Un concetto che non implica un ridimensionamento del ruolo degli Stati membri, ma punta a rafforzare la capacità dell’Unione di intervenire in modo coeso e coordinato nei settori strategici.
L’edizione 2026 della Summer School conferma così il ruolo di Ventotene come luogo non solo della memoria europea, ma anche del confronto e dell’elaborazione politica e culturale. Proprio sull’isola che diede origine al Manifesto di Ventotene e all’idea di un’Europa libera e unita, torna oggi una questione centrale per il futuro del continente: l’Unione europea vuole essere soggetto della storia o rischia di trasformarsi in uno spazio conteso dalle potenze esterne?
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