“Oggi la libertà di stampa è in serio pericolo. Ci sono due temi che la mettono a rischio in Italia: la mancata adozione del Media Freedom Act e l’adozione parziale della normativa anti-Slapp (sulle querele temerarie/azioni legali strategiche, ndr) che si limita ai soli casi transfrontalieri”. Lo ha detto Guido D’Ubaldo, presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio, nel presentare la prima tavola rotonda del Ventotene Europa Festival, dedicata alla tutela della libertà di stampa.

Antonio Padellaro, editorialista del Fatto Quotidiano, ha raccontato il caso che ha coinvolto il suo giornale in merito alla vicenda della Minetti, con la minaccia di una richiesta di risarcimento da 250mila dollari da parte del compagno dell’ex politica. “Tentativi di intimidire ce ne sono tanti – ha commentato Daniela Preziosi del Domani – Le querele temerarie sono brutte sia se le fanno i magistrati che i politici. Ad alcuni giornali le fanno gli uni, ad altri gli altri. Vogliamo metterci insieme, spiegare che questa roba non si fa. Facciamo un punto comune”.
Stefano Polli, vicepresidente de La Nuova Europa, ha riflettuto sul fatto che “forse siamo percepiti come meno credibili rispetto a qualche tempo fa. Questo è pericoloso perché è un mestiere importante per la democrazia”. Per Roberto Sommella, fondatore dell’associazione, “la questione delle querele temerarie è importantissima perché si tratta di intimidazione”, e per questo ha avanzato la possibilità di una riflessione da parte della politica su una legge in merito. “Indubbiamente sembriamo non essenziali ma lo siamo. Il disinteresse sull’informazione non lo sento”, ha detto ricordando, inoltre, alcune recenti acquisizioni in campo editoriale.
“Facciamo valere la libertà di stampa. Vorrei tanto che il giornale di carta diventasse un prodotto culturale”: è stato il monito di Guido Bosticco, giornalista e scrittore, per il quale c’è stato un processo di omologazione “della stampa ai criteri sviluppati per altre piattaforme di comunicazione. C’è stato un momento in cui i giornali hanno inseguito il modello dei social”.
© Riproduzione riservata












