“La cosa più importante che può fare oggi il Parlamento europeo è difendere la libertà e la democrazia in Europa. Abbiamo bisogno di costruire un network dei liberi e dei forti, di coloro che lavorano ogni giorno per rafforzare le democrazie liberali, che mai come oggi sono messe sotto pressione da regimi illiberali che hanno come obiettivo il mondo libero”.
Parola di Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo, che ha presentato a Roma, insieme al direttore Carlo Corazza dell’Ufficio del Parlamento europeo in Italia, la seconda edizione della Conferenza di Ventotene per la libertà e la democrazia, l’evento internazionale da lei ideato e promosso. Tre giorni di incontri, formazione, cinema, arte e musica, dal 10 al 12 settembre, con la partecipazione di dissidenti, attivisti, rappresentanti delle istituzioni, giornalisti, intellettuali e artisti provenienti da tutto il mondo.
Tra le principali novità dell’edizione 2026 figura il lancio della Freedom Academy, uno spazio di formazione rivolto ai giovani europei, con incontri dedicati alla storia del continente, all’attualità internazionale, alla difesa dello Stato di diritto e alla lotta contro le autocrazie.
Saranno coinvolte anche la Fondazione Pietro Nenni e la Anti-Corruption Foundation, fondata da Aleksej Navalny.
La Fondazione Pietro Nenni curerà inoltre, in collaborazione con il Parlamento europeo, la mostra Il Manifesto di Ventotene e l’europeismo nella lotta di Liberazione. Per la prima volta sarà esposta sull’isola la copia n.15 del Manifesto di Ventotene, stampata clandestinamente nel 1944 e consegnata a Pietro Nenni da Eugenio Colorni. La mostra comprenderà anche un carteggio del 1943 tra Colorni, Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, testimonianza di straordinario valore storico sulla formazione del progetto federalista europeo.

“L’idea di portare a Ventotene i dissidenti che ogni giorno combattono contro i regimi autocratici e dittatoriali, contro le torsioni dello Stato di diritto, insieme agli intellettuali, agli scrittori e ai giornalisti che contribuiscono alla costruzione di un’Europa giusta e libera, si è rivelata vincente – ha dichiarato Picierno –. Non soltanto per il successo della prima edizione, ma perché la rete che abbiamo costruito nel corso dell’ultimo anno ha continuato a lavorare su molti fronti, dal contrasto alle interferenze russe nel nostro Paese alla tutela dei dissidenti e dei prigionieri politici nei Paesi europei e nel resto del mondo. L’unica rotta possibile per il mondo libero è l’Europa, rappresentata infatti nella nostra locandina come una boa in mare aperto”.
Tornerà sull’isola Yulia Navalnaya, insieme al gruppo della Fondazione Anticorruzione fondata da Aleksej Navalny. Ci sarà la leader dell’opposizione democratica bielorussa Sviatlana Tsikhanouskaya, che racconterà la repressione esercitata dall’ultima dittatura d’Europa. Parteciperanno inoltre il premio Sacharov Lorent Saleh, attivista venezuelano detenuto prima nel centro di tortura conosciuto come La Tumba e poi nel carcere di El Helicoide, e la premio Nobel per la pace Oleksandra Matviichuk, avvocata e presidente del Center for Civil Liberties di Kyiv.
Particolare attenzione sarà dedicata anche alla crisi democratica in Georgia e alla vicenda di Mzia Amaglobeli, giornalista georgiana, premio Sacharov, attualmente detenuta e prima donna prigioniera politica nel Paese dalla dissoluzione dell’Unione Sovietica.
La sua voce sarà portata sull’isola insieme a quelle di Nona Mikhelidze, dell’Istituto Affari Internazionali, Vano Chkhikvadze, responsabile delle politiche europee di Araminta, e Marika Mikiashvili, esponente del partito di opposizione Droa.
“Un’altra testimonianza che considero centrale sarà quella di Ahmad Massoud, leader della resistenza antitalebana del Panjshir, insieme al suo vice Ali Nazary. L’Afghanistan è scomparso dalle prime pagine, ma il regime oscurantista e violento imposto dai talebani continua a rappresentare una minaccia per la popolazione afghana e uno dei principali centri di instabilità e radicalizzazione globale”, prosegue Picierno.
Tra gli ospiti annunciati anche Enes Kanter Freedom, ex cestista dei Boston Celtics, oppositore del presidente turco Recep Tayyip Erdoğan e da anni impegnato nella difesa dei diritti umani.
“Enes ha scelto di aggiungere al proprio nome la parola “Freedom”, trasformando anche la propria identità pubblica in un atto politico. A Ventotene racconterà la sua storia e darà vita a una partita di basket insieme ai giovani e agli ospiti della Conferenza. Sarà un modo diverso, ma non meno significativo, per affermare che la libertà vive nella partecipazione, nell’incontro e nella condivisione”, afferma Picierno.
La Conferenza vedrà la partecipazione della presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola e del ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale Antonio Tajani.
Tra gli altri ospiti attesi sull’isola figurano monsignor Vincenzo Paglia, Maurizio Molinari, Paolo Giordano, Stefania Battistini, Carmine Pinto e la cantante Noa Amini.
A Ventotene approderà inoltre la Biennale del Dissenso, con le opere degli artisti che nei giorni scorsi, a Venezia, si sono opposti alla riapertura del Padiglione della Federazione Russa: Angel Uliyanov, Boginya Von Art, Lev Nikitin, Yana Tarakanova e il collettivo Party of the Dead. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con Certi Diritti e Arts Against Aggression.
La Conferenza – organizzata dall’Ufficio del Parlamento europeo in Italia con il contributo della Commissione europea, il patrocinio del Comune di Ventotene e il sostegno della Regione Lazio – terminerà sabato 12 settembre alle ore 21.30 con il concerto di Luca Barbarossa, aperto alla cittadinanza e al pubblico dell’isola.
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