Non sono solo il reddito o la capacità di risparmio a determinare la ricchezza dei giovani europei. A incidere in modo decisivo sono anche il patrimonio familiare, l’accesso alla casa e le opportunità offerte dai diversi sistemi economici nazionali. È quanto emerge dall’ultima Indagine sui bilanci e i consumi delle famiglie (HFCS) della Banca centrale europea, che fotografa la situazione patrimoniale dei cittadini tra i 16 e i 34 anni nei Paesi dell’area euro.
La ricchezza netta mediana degli under 35 nell’Eurozona è pari a 24.600 euro, appena il 18% di quella della popolazione complessiva, che raggiunge i 140.100 euro. Il dato riflette le difficoltà che molti giovani incontrano nell’accumulare patrimonio in una fase della vita segnata da salari spesso contenuti, affitti elevati, aumento del costo della vita e prezzi delle abitazioni sempre più difficili da sostenere.
Italia davanti alle altre grandi economie europee
Le differenze tra i Paesi sono però molto marcate. Tra i 22 Stati analizzati, il patrimonio netto mediano dei giovani varia dai 5.700 euro della Finlandia ai 257.500 euro di Malta, caso considerato eccezionale dagli analisti. Escludendo Malta, il valore più elevato si registra in Lussemburgo con 135.000 euro, seguito dal Belgio con circa 97.200 euro e dalla Croazia con 82.000 euro.
Sorprende proprio il dato croato, particolarmente elevato nonostante livelli di reddito inferiori alla media europea. Anche Slovacchia, Estonia, Cechia e Lituania presentano patrimoni giovanili relativamente consistenti pur mantenendo salari medi più bassi rispetto ai Paesi dell’Europa occidentale.
Tra le quattro principali economie dell’Unione europea, è l’Italia a registrare il risultato migliore. Gli under 35 italiani possiedono una ricchezza netta mediana di 53.500 euro, quasi il doppio rispetto ai giovani francesi (27.700 euro) e oltre il doppio di quelli spagnoli (23.700 euro). Ancora più ampio il divario con la Germania, dove il patrimonio mediano si ferma a 17.600 euro: in pratica, i giovani italiani dispongono di una ricchezza circa tre volte superiore rispetto ai coetanei tedeschi.
Nella parte bassa della classifica si trovano Finlandia e Grecia, rispettivamente con 5.700 e 9.900 euro di patrimonio netto mediano. Valori contenuti anche in Austria (13.400 euro), Lettonia (16.900 euro) e Germania.
Il peso della famiglia e della casa
Secondo Fabian Pfeffer, professore della Ludwig Maximilian University di Monaco e direttore del Munich International Stone Center for Inequality Research, interpretare questi dati esclusivamente come il risultato della capacità individuale di risparmio sarebbe fuorviante. A questa età, osserva il ricercatore, la ricchezza riflette soprattutto il contesto familiare e istituzionale in cui i giovani crescono.
Tra i fattori più determinanti figurano il sostegno economico dei genitori, le donazioni, le eredità, la possibilità di accedere a un mutuo e, soprattutto, la proprietà dell’abitazione. L’acquisto della prima casa rappresenta infatti il principale passaggio che consente ai giovani di accumulare patrimonio, ma richiede spesso un reddito stabile, prezzi immobiliari accessibili e, nella maggior parte dei casi, un aiuto economico della famiglia.
Secondo Pfeffer, la trasmissione della ricchezza avviene quindi molto prima delle eredità ricevute in età avanzata. Il vantaggio patrimoniale si costruisce già quando i giovani lasciano la casa dei genitori, iniziano gli studi universitari, entrano nel mondo del lavoro o acquistano la prima abitazione. Un processo che contribuisce a perpetuare le disuguaglianze economiche tra le nuove generazioni, rendendo sempre più evidente il peso dell’origine familiare sulle opportunità di costruire un patrimonio.
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