Ben 61903 migranti sbarcati sulle coste italiane nel 2017 da gennaio a giugno 2017, +17,30% rispetto al 2016. Sono solo i primi dati indicati dalla rilevazione effettuata dal dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione del Ministero dell’Interno. Un documento aggiornato che fotografa l’andamento degli arrivi e le presenze dei migranti nelle strutture di accoglienza anche nell’ambito del Sistema di protezione richiedenti asilo e rifugiati (Sprar).

Una situazione, quella italiana, che come per i paesi europei che stanno rispettando il piano di ricollocamento dei rifugiati di Jean-Claude Juncker, è difficile da sostenere, come lo è fermare i barconi della speranza. Negli anni ne abbiamo visti molti affondare e non poche sono state le vittime di un ultimo viaggio verso la libertà.

Il vero problema che sta rendendo inadeguate le soluzioni trovate su territorio nazionale risiede nel fatto che la maggior parte degli immigrati non fuggono da guerra. Solo 9.457 – su un totale di 61.903 persone – sono di nazionalità nigeriana, 3.937 provengono dalla Costa d’Avorio, pochi dal Sudan e altrettanto meno dall’Eritrea. Di questi solo 6.505, di cui 537 minori accompagnati, sono stati ricollocati su territorio europeo, per lo più in Germania (2511). Per i minori non accompagnati il destino è nei centri di accoglienza che fino a maggio 2017 hanno gestito 8312 minori rispetto ai 25.846 del 2016

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